Da un articolo d'epoca:
“...lo stabilimento italiano della "Berkel", a Milano, mezzo distrutto
dai bombardamenti, era un casamento quasi abbandonato, con qualche muro
pericolante. Costruito nel 1924, ampliato e modernizzato in un ventennio
di fatica generosa e paziente, lo stabilimento era rimasto schiantato
dalla guerra e non era poi più riuscito a riprendere la propria
attività, sebbene fossero trascorsi quasi sei anni. Oggi però, nel giro
di pochissimo tempo, esso è tornato più efficiente e più moderno che mai
e, attorno a lui, tutto il complesso "Berkel° ha enormemente progredito
in vastità e potenza di mezzi. Le cifre riprodotte qui accanto
documentano più di tante parole il cammino percorso e lo sforzo che è
stato compiuto; ma queste cifre, già notevoli per se stesse, acquistano
un significato ancora più eloquente se si considera che esse sono state
raggiunte, praticamente, in un periodo di tre anni soltanto ed in mezzo
a continue difficoltà. La guerra aveva cancellato tutto, l'opera di
un'intera generazione era andata distrutta. (...) Eppure, tra le macerie
(...) era rimasto qualcosa d'indistruttibile: era rimasto il nome "Berkel"(...).
E fu proprio il prestigio di questo nome a dare la prima spinta verso la
ricostruzione. (...). E' per noi grande titolo di merito assicurare che
la "Berkel" in Italia non si limita a vendere una macchina, ma insieme a
questa macchina, vende il suo servizio di assistenza che è per
l'acquirente una garanzia solida e sicura. (...). Noi sentiamo di avere
davanti a noi una strada ancora lunga, ma sentiamo nello stesso tempo di
avere a disposizione tutti i mezzi per poterla percorrere nel migliore
dei modi. I risultati raggiunti in questi ultimi anni, (...) sono la
nostra maggiore garanzia."